Premio AACS 2025 - Cuore di Roma

Premio “Cuore di Roma” 2025

assegnato a Oppo e le sue stanze

Cos’è il Premio “Cuore di Roma”
Una tradizione che celebra chi rende Roma più umana

Dal 1999 l’Associazione Abitanti Centro Storico di Roma (AACS) assegna ogni anno un premio destinato a chi contribuisce in modo straordinario alla vita civile, sociale e culturale della città.
Ogni edizione è dedicata a un tema valoriale.
Il tema del 2025 è “Donare”: un gesto semplice, oggi più rivoluzionario che mai.

Negli anni il Premio è stato conferito a:

  • ricercatori, educatori, volontari
  • magistrati, personalità civili e religiose
  • medici e scienziati italiani noti nel mondo
  • enti e istituzioni impegnate nella cura e nella giustizia

Quest’anno AACS ha scelto la nostra associazione …….


“In un tempo di diseguaglianze, il dono di Oppo e le sue stanze restituisce al cuore della città la capacità di vedere, accogliere e proteggere chi soffre.
È un Dono che cura due volte: con la tecnologia e con la Speranza.”


Oppo è nuova tecnologia

L’Associazione rende possibile l’arrivo negli ospedali Romani di:

  • macchinari di ultima generazione
  • ecografi avanzati
  • sistemi robotici
  • piattaforme digitali per la chirurgia
  • strumenti salvavita spesso inaccessibili perfino alle aziende sanitarie

Queste tecnologie migliorano diagnosi, interventi, percorsi di cura.
Riducono la sofferenza, aumentano la sicurezza, accorciano le distanze tra i pazienti e il progresso scientifico.

Oppo è Speranza

Accanto alle tecnologie, l’Associazione porta:

  • accoglienza per le famiglie
  • sostegno pratico nei momenti più fragili
  • presenza nei giorni più difficili
  • ascolto, protezione, cura

È un dono che attraversa il buio e accende possibilità nuove.

27 novembre 2025 ore 16:30

Sala Spadolini – Ministero della Cultura

Via del Collegio Romano 27, Roma

Parteciperanno istituzioni, cittadini, operatori sanitari e rappresentanti della città.


Un’occhiata da vicino

L’innovazione che fa la differenza

Quando si parla delle donazioni di Oppo, spesso si pensa a grandi progetti e visioni ambiziose.
Tuttavia, il vero cambiamento nasce dalla tecnologia concreta che ogni giorno trasforma la pratica clinica e migliora la vita delle persone.

Nel percorso di digitalizzazione della Ginecologia Oncologica del Policlinico Gemelli IRCCS, le nuove sonde ecografiche robotiche Arietta (FUJIFILM), donate dall’Associazione, rappresentano un esempio tangibile di innovazione.
Questi strumenti, grazie alla loro capacità di restituire immagini ad altissima definizione, permettono diagnosi e cure più precise, sicure e rapide.

Immagini di alta qualità

consentono di visualizzare dettagli fondamentali, come linfonodi e micro-lesioni, facilitando diagnosi precoci e interventi mirati.

Personalizzazione delle cure

la tecnologia robotica permette di adattare ogni intervento alle esigenze specifiche della paziente, migliorando la qualità complessiva dell’assistenza

Efficienza e rapidità

riducono i tempi di esame e, di conseguenza, il disagio per le pazienti.

Un esempio concreto

grazie alla sonda Arietta, è possibile visualizzare con chiarezza un linfonodo, supportando il team medico nelle decisioni.

Oltre la tecnologia: una promessa di cura

Un dispositivo come la sonda Arietta non è solo uno strumento, ma una promessa: garantire a ogni donna che affronta un tumore ginecologico le migliori condizioni possibili per la propria cura. Grazie all’impegno dell’Associazione Oppo e alla collaborazione con il Gemelli, questa promessa si realizza ogni giorno, offrendo eccellenza e speranza a chi ne ha più bisogno.


Lettera ad Oppo da Padre Gemelli....

Una lettera immaginaria, ma piena di verità.
Scritta da Maddalena Maltese come se fosse il fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a parlare con Oppo.
È un dialogo che unisce due visioni: quella di chi ha creduto nel valore della conoscenza e quella di chi ha trasformato il dolore in dono.

I sogni sono le radici del bene e i germogli della speranza.

Roma, 12/01/2023

Caro Oppo,

sono Agostino Gemelli. Sì sono proprio io: il medico con la passione dei giovani. Quello che nei primi del ‘900… un secolo fa, con amici e colleghi ha inseguito il sogno di un Ateneo d’eccellenza per ragazze e ragazzi di talento, che avrebbero potuto fare la differenza nel nostro Paese, un po’ come stai facendo tu.

Ricordo l’emozione all’inaugurazione dell’Università del Sacro Cuore a Milano, a cui sono seguite Roma, Brescia, Cremona e Piacenza.  Tutti laboratori di innovazione scientifica e culturale.

Tutte comunità di studio e di umanità che hanno saputo lasciarsi ispirare dalla sofferenza e dalla fatica per vincere le sfide della non conoscenza; superare il limite dell’inesplorato, e non cedere alle inevitabili complessità della nostra vita. Le hanno sapute dribblare tutte, con disciplina, allenamento, entusiasmo, guizzo. Su questo campo ci capiamo bene, vero? Perché quando il pallone sfiorava i tuoi piedi, Oppo, sapevi che niente ti avrebbe fermato fino alla meta, fino al goal della vittoria.

E i goal sono stati tanti e molti di più da quando insieme condividiamo lo stesso Cielo. Questa lettera è il mio grazie, Oppo. Grazie per l’amicizia che ci unisce, per quanto abbiamo realizzato insieme, per le cose che siamo riusciti a cambiare, io e te. Io con i miei progetti, tu con la tua determinazione, e i tuoi con una tenacia e una forza travolgenti. Mi ritengo fortunato per averti come amico, e per saperti deciso come me a lasciare un segno che non passa e che rimane, a prova che i sogni sono le radici del bene e i germogli della Speranza.

Mi sono chiesto spesso come sia possibile pensare di costruire qualcosa di grande quando si è soli, si è così piccoli, in un mondo così vasto, Fatto di infinite strade e palazzi, vissuto da miliardi di uomini e donne. Come avrei potuto incidere, accendere una luce nel buio e osare sentieri ancora inesplorati? Tu l’hai fatto e io con te. Abbiamo fatto la differenza. E quando vedo il tuo nome in una stanza, in un laboratorio, sull’ultimo ritrovato della tecnologia della salute, so che il verbo futuro è il dono che stai continuando a distribuire senza sosta, ancora oggi.

Il mio ideale, ciò che mi spinse a realizzare il progetto dell’Università era proprio questo: donare qualcosa che il passare del tempo e le difficoltà non avrebbero intaccato, ma anzi sarebbero stati allenatori capaci di modellare, in una forma unica, giovani donne e giovani uomini che avrebbero donato sorrisi e gambe veloci, per correre sui campi di calcio della vita e giocarsi il loro campionato, non da vincitori o sconfitti, ma da atleti.

Se la pandemia, le guerre, le tante crisi che viviamo vorrebbero farci chiudere ogni finestra e porta e isolarci nelle nostre stanze, nelle tue di stanze, Oppo ci sono sempre pareti trasparenti, che sanno farsi attraversare dalle necessità e dalle fragilità, ma sanno anche proteggere e rinvigorire. Quanti proprio lì hanno recuperato fiato, forze e fiducia nel bello e nel buono della nostra umanità, magari con una sana risata o con un sorriso timido. ln quelle stanze anche chi si è ritrovato ad incamminarsi per il Cielo, nuova stella della tua costellazione, ti ha trovato al suo fianco, pioniere e compagno.

Ti ringrazio Oppo, per non esserti tirato mai indietro in tutti questi anni, per non aver smesso di credere che il mondo si cambia a partire da tante stanze e da un’università e per essere rimasto una stella, che c’è di giorno, ma che brilla straordinariamente e ci incanta, proprio nel buio.

Con affetto, il tuo amico Agostino

«C’è una luce che non si spegne: quella che accende le mani, la mente e il cuore di chi continua a credere nella vita.»
Associazione Oppo e le sue stanze


SAN PIO X

Un Giorno Speciale per la Comunità di San Pio X: L’Inaugurazione della Casa della Speranza

Sabato 11 ottobre è stato un giorno che rimarrà nel cuore della comunità di San Pio X. In questa data, è stata ufficialmente inaugurata la Casa della Speranza, un progetto di grande valore giubilare e un atto concreto di carità, che ha preso forma nel cuore della nostra parrocchia.

La giornata è iniziata con una celebrazione di Santa Messa, durante la quale la comunità si è riunita attorno all’Eucaristia per rendere grazie al Signore per questo dono speciale. Le parole di Don Andrea durante l’omelia sono risuonate profonde e significative: “È Gesù che ci spinge sempre verso la carità, verso un’esigenza d’amore che, se non viviamo, ci fa morire”. Queste parole hanno sottolineato come la Casa della Speranza non sia solo un luogo fisico, ma un simbolo concreto della compassione cristiana, un rifugio pensato per chi sta affrontando le difficoltà più dolorose.

La Casa della Speranza nasce per rispondere alla sofferenza, offrendo un luogo di conforto e sostegno, soprattutto per i genitori che si trovano a fronteggiare il dolore di vedere i propri figli malati. È un abbraccio che nasce dalla comunità, un angolo di speranza dove il corpo e l’anima possono trovare ristoro.

Dopo la Messa, i locali della Casa sono stati benedetti dal Cardinale Vicario S.Em. Baldo Reina, che con la sua preghiera e vicinanza ha voluto sostenere questa nuova realtà, frutto dell’impegno e della generosità di molti.

Il nostro contributo alla Casa della Speranza

Siamo orgogliosi di aver avuto la possibilità di contribuire a questa causa, partecipando alla realizzazione della cucina della Casa della Speranza. Un ambiente pensato per offrire un momento di conforto anche nei piccoli gesti quotidiani, come il preparare un pasto, dove ogni dettaglio è stato progettato per rispondere alle necessità di chi si trova a vivere momenti difficili. È un onore far parte di questo progetto che, con la nostra umile partecipazione, speriamo possa continuare a portare luce e speranza a chi ne ha bisogno.

Oppo c’è. È presente, è concreto, e guarda avanti. Insieme, verso un futuro più umano, tecnologico e vicino a chi ha bisogno.


L’eredità di Oppo al Gemelli

Una luce che guida la cura

Nel nome di Oppo, la speranza continua a brillare.

L’eredità di una storia d’amore e di ricerca

Il 10 ottobre è un giorno che parla di memoria e di futuro: il giorno in cui il cuore di Oppo si è fatto luce, orientando il cammino di chi continua a credere nella vita.
Nel suo nome, l’Associazione Oppo e le sue stanze, guidata da Resi Madia, rinnova il suo legame con la Ginecologia Oncologica del Policlinico Gemelli, unendo scienza, umanità e speranza.

Il progetto 2025

Un nuovo dono ha preso forma: la digitalizzazione completa delle quattro sale operatorie del sesto piano del Gemelli.
Tecnologie multimediali integrate permetteranno di registrare e analizzare gli interventi chirurgici, creando un Archivio digitale avanzato alimentato da intelligenza artificiale.
Un investimento nel futuro della cura e della formazione, a beneficio di pazienti e professionisti in tutto il mondo.

Qui un report dell’evento redatto dall’ufficio stampa del’IRCCS

Piattaforma digitale chirurgica per la ginecologia

Formazione

Digitalizzazione completa delle sale operatorie.
Sistemi di videoregistrazione in alta definizione collegati in rete.
Interventi trasmessi in tempo reale per formazione e telementoring.

Ricerca

Integrazione dei flussi video e delle immagini con piattaforme di intelligenza artificiale.
Analisi automatica dei dati per strategie chirurgiche di precisione.

Assistenza

Al centro di tutto restano i pazienti e le loro famiglie.
Nascerà una sala d’attesa digitale, uno spazio in cui i chirurghi potranno comunicare in modo riservato e tempestivo con i familiari, rendendo la cura più umana e trasparente.

Dal primo gesto di donazione al fianco del Prof. Giovanni Scambia, fino a oggi, l’Associazione ha sostenuto progetti per oltre 2,5 milioni di euro.Una storia che unisce scienza e amore per la vita, e che continua a crescere nel segno dell’impegno condiviso.

🟡 2014 Centro di Ecografia e Ginecologia Oncologica

🟡 2015 Day Hospital di Ginecologia Oncologica

🟡 2016 Precision Medicine for Women

🟡 2017 Reparto Farmacologia Clinica di Genere

🟡 2020 Pronto Soccorso Oncologico

🟡 2020 Processazione Genoma

🟡 2020 Centro Chirurgia Isteroscopica

🟡 2020 Piattaforma COVID

🟡 2021 Telemedicina per Mamme Oncologiche e Figli in DAD

🟡 2022 Laboratorio di Ricerca Genomica

🟡 2022 Centro di Ecografia – CLASS Ultrasound Omic

🟡 2022 Separatore Cellulare Gentile MACS Pro

🟡 2023 Progetto CLASS US Omic

🟡 2024 4 Colonne per Laparoscopia – Modello Visera Elite III ICG e 3D

🟡 2025 Progetto Tecnologie Multimediali Integrate per la Chirurgia

Oppo c’è. Sempre.

“Nella luce che guida la ricerca, nel sorriso di chi ritrova speranza, nel cuore di chi cura e di chi dona.”
Oppo è presenza viva, concreta, proiettata nel futuro — dove la tecnologia incontra l’umanità e la scienza si fa gesto d’amore.


Oppo e BNL

Claudia Cattani, Presidente di BNL: un incontro ricco di significato

Il 09 Luglio 2025 abbiamo avuto il piacere e l’onore di accogliere Claudia Cattani, Presidente di BNL BNP Paribas,  presso la nostra associazione.

Da molti anni BNL ci sostiene con grande sensibilità e continuità attraverso il progetto Help2Help, promosso dalla Fondazione BNL. Il loro contributo ha reso possibile la realizzazione di numerose iniziative a favore di progetti sanitari e sociali concreti.

In occasione della visita, abbiamo voluto mostrare alla Presidente non solo l’ultima importante realizzazione – la fornitura di colonne laparoscopiche per le sale operatorie del reparto di ginecologia oncologica del Policlinico Gemelli – ma anche tutti gli altri interventi e progetti resi possibili grazie al loro supporto nel corso degli anni.

Il racconto delle tante attività svolte è stato lungo, tanta è stata la strada percorsa insieme, ma è stato un momento di grande valore per noi e, speriamo, apprezzato dalla Presidente Cattani, che ha potuto vedere con i propri occhi quanto concretamente sia stato fatto.

Siamo profondamente grati a BNL BNP Paribas, alla Fondazione BNL e alla Presidente Cattani per aver creduto nel nostro lavoro e per continuare a camminare al nostro fianco.

Grazie di cuore, a nome di tutta l’associazione e delle persone che ogni giorno beneficiano di questi progetti.

         

   


Progetti 2025

Insieme per un salto nel futuro della chirurgia ginecologica oncologica

I progetti di Oppo per il 2025: la richiesta che ci è stata fatta quest’anno riguarda un intervento tecnologico d’eccellenza per le quattro sale operatorie della ginecologia oncologica al sesto piano del Policlinico Gemelli.

Un progetto ambizioso, che punta a fare un vero salto di qualità nella cura, nella formazione e nella ricerca. Le sale saranno dotate di tecnologie multimediali integrate, in grado di registrare, salvare, archiviare e analizzare gli interventi chirurgici. Questo consentirà a studenti e professionisti di accedere da remoto a contenuti di altissimo valore clinico e didattico, con enormi benefici in termini di qualità, sicurezza, trasparenza e crescita professionale.

Ma non finisce qui.

Verrà creato un Archivio digitale avanzato, dotato di sistemi di raccolta e analisi dei dati, capace di aprire la strada a progetti di ricerca innovativi, anche attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

E perché ogni cura coinvolge anche le famiglie, è prevista la realizzazione di una sala d’attesa digitale: uno spazio in cui i chirurghi potranno comunicare in modo tempestivo e riservato ai familiari l’evoluzione clinica dei propri cari.

Questo è solo l’inizio.

La collaborazione per la realizzazione del reparto di sub-intensiva ginecologica oncologica, così come era stato immaginato dal Prof. Giovanni Scambia — il cui ricordo continua a ispirarci dopo la sua improvvisa scomparsa il 20 febbraio — prenderà forma in un secondo momento.

Oppo c’è. È presente, è concreto, e guarda avanti. Insieme, verso un futuro più umano, tecnologico e vicino a chi ha bisogno.


GiovanniScambia

In ricordo del Professor Giovanni Scambia

 vogliamo ricordare il Professor Giovanni Scambia, figura centrale nella ginecologia oncologica italiana e internazionale, medico straordinario e guida ispiratrice per generazioni di professionisti e pazienti.

La sua eredità vive nelle persone che ha curato, nei colleghi che ha formato e nei progetti innovativi che ha portato avanti con passione e determinazione. Siamo orgogliosi di aver condiviso con lui parte di questo cammino, contribuendo – anche grazie al vostro sostegno – a realizzare iniziative importanti per il futuro della ginecologia oncologica.

👉 Leggi il ricordo completo dedicato a Giovanni Scambia, l’uomo, il medico, il Maestro

 


Note di Luce 2025

“Note di luce” illumina la ricerca nel ricordo del professor Giovanni Scambia

Non era la prima volta …… non sarà l’ultima, ma la serata di lunedì 24 febbraio 2025 è stata quella che rimarrà per tutti la più commovente ed emozionante delle edizioni del concerto benefico voluto dal Prof. Giovanni Scambia,  con cui la Nostra Associazione ed Oppo hanno da sempre collaborato prima umanamente che professionalmente. La festa della musica ha consentito di raccogliere oltre 270mila Euro per supportare le attività cliniche e di ricerca della Ginecologia Oncologica del Policlinico Gemelli. Ma, almeno per quest’anno, la generosità dei partecipanti non sarà il ricordo più forte. La generosità che si è celebrata lunedì è quella di un uomo che ha votato la sua vita al miglioramento di quella degli altri, che è una guida, un conforto ed un’ispirazione per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo: pazienti, medici, ricercatori, collaboratori, amici. Giovanni è prematuramente scomparso giovedì 20 febbraio per un tumore al pancreas, Fino all’ultimo non ha risparmiato di condividere il suo Dono: confortare, curare, dare l’esempio, ispirare ad essere fiduciosi, coraggiosi, curiosi, intraprendenti ed a continuare a meravigliarsi.

L’evento ha visto la partecipazione commossa di pazienti, amici, colleghi, collaboratori di Giovanni e di numerosi esponenti istituzionali, tra cui il Ministro dell’Università Anna Maria Bernini, il Ministro della Salute Orazio Schillaci e la Rettrice dell’Università Cattolica Elena Beccalli.

Sul palco tanti artisti. Ha contotto l’evento Carlo Conti ed si sono esibiti il tenore Vittorio Grigolo, la soprano Anna Kazlova e il primo ballerino del Ballet Nacional de España Sergio Bernal Alonso, la giovane Angelica Stuppia, ad Arisa, Giuseppe Fiorello, Clementino, Ermal Meta, Fabrizio Moro, Alex Britti, Serena Autieri e Paola Turci. Nel corso della serata si sono esibiti con la Banda musicale della Polizia di Stato, diretta dal Maestro Maurizio Billi, il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretto dal Mastro Andrea Secchi, il violinista Alessandro Quarta, il quartetto vocale Le Div4s-Italian sopranos,.

Ma della serata, quello che ricorderemo con passione e fiducia nel futuro è il messaggio che Giovanni ha voluto lasciarci: Meravigliatevi dei progressi e delle conquiste, così come mi meraviglio ancora io”

Un tenero abbraccio ad Emma e Luisa, moglie e figlia di Giovanni, Tommasella, sua sorella ed a tutte le persone orfane di Lui.

Qui alcune immagini della serata.

 


Note di Luce 2025

"Note di luce quando la musica illumina"

Alla terza edizione il concerto di beneficenza che avrà luogo quest'anno lunedì 24 febbraio 2025 alle ore 20:30 presso la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Moricone (via Pietro De Coubertain 30). Promossa dal Dipartimento Scienze della Salute della Donna, del Bambino e di Sanità Pubblica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, in collaborazione con l’Associazione Oppo e le sue stanze Onlus, l'iniziativa vedrà la partecipazione di moltissimi personaggi del mondo dello spettacolo.

Presenta CARLO CONTI
con la partecipazione di ANNALISA MANDUCA
PROTAGONISTI DEL CONCERTO
ARISA, CLEMENTINO, ERMAL META, FABRIZIO MORO, ANGELICA STUPPIA, PAOLA TURCI, QUARTETTO VOCALE
LE DIV4S - ITALIAN SOPRANOS

BALLERINO SERGIO ALONZO BERNAL
TENORE VITTORIO GRIGOLO
VIOLINO ALESSANDRO QUARTA
CORO DELL’ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA
Direttore del Coro ANDREA SECCHI
BANDA MUSICALE DELLA POLIZIA DI STATO
Direttore MAURIZIO BILLI

Anche quest'anno i proventi, ricavati dal concerto, saranno destinati alla raccolta fondi a supporto delle attività cliniche e di ricerca della Ginecologia Oncologica.

Per informazioni e prenotazioni: concerto.scambia@policlinicogemelli.it - Tel. 3347058519


book lot on black wooden shelf

Lettere Ministri della salute

Di seguito riportiamo i rionoscimenti che dei Ministri della Salute


Le imprese di madri coraggio

Barbara Palombelli vi dice perchè fare la mamma (ed il papà) è un mestire difficile…..

Non riusciamo a immaginarla, ma tutti ne abbiamo paura. E ci pensiamo, eccome se ci pensiamo…
Dalla gravidanza in poi, è un’idea, una presenza nelle notti più nere. Si chiama: la morte di un figlio, ed è qualcosa da cui cerchiamo di fuggire come dall’incubo più terribile, la condanna più dura a cui possiamo essere destinati. Poi succede che la vita ti faccia incontrare alcune persone a cui questa pena è stata inflitta e scopri la luce che vince la disperazione. Maria Vaccari, Marisa Fasanelli, Resi Madia… tre donne diverse, di città diverse, mi hanno mostrato la via per battere la disperazione.
I loro ragazzi, tutti belli, tutti adulti mancati, continuano a vivere nelle azioni di volontariato che le loro madri compiono tutti i giorni per illuminare la loro memoria, per dare un senso a una cosa priva di senso come la morte di un ragazzo. La casa dei risvegli di Luca a Bologna; la casa di Peter Pan a Roma; le stanze di Oppo al sant’Eugenio di Roma sono le opere che queste madri hanno creato per aiutare i ragazzi malati di cancro e quelli in coma. ln nome delle loro creature vinte dalla malattia. E credetemi, Maria, Marisa e Resi sono più energiche e meno depresse di tante di noi cretine che perdiamo gli anni e la vita a inseguire stupidaggini.

Barbara Palombelli


Ai genitori che hanno perduto i figli

Un pensiero di Barbara Palombelli alla nostra Associazione, dedicato a Resi Madia,  nel suo editoriale. Repubblica del 16 maggio 2000

GENTILE Barbara.

Capita sovente nella rubrica di leggere lettere di genitori straziati dal dolore per la perdita del figlio o figlia vittime di quel terribile male chiamato tumore. Chi Le scrive, circa un mese fa ha perso l’unico figlio, di 11 anni, stroncato da un tumore cerebrale dopo sei mesi trascorsi all’ospedale Regina Margherita di Torino: sei mesi infernali, cominciati con diagnosi inizialmente errate, sino a quella che non avremmo mai voluto sentire.

Ebbene ora che nostro figlio non c’è più, la nostra esistenza è un continuo calvario. La mattina si piange perché non vediamo più nostro figlio prepararsi per andare a scuola dopo la colazione, il pomeriggio si piange perché alle ore 16,30 non si va più ad aspettarlo ai cancelli della scuola, la sera si piange perché sul divano del soggiorno non c’è più lui seduto.

E molto triste dire che io e mia moglie guardandoci in faccia ci chiediamo, ma per quale ragione noi continuiamo ad essere qui, quando il corso naturale della vita doveva essere l’opposto di quello che in realtà è? Non devono essere i figli a celebrare i funerali dei genitori?

La prego di dare spazio a questi fatti drammatici, così vi è la possibilità di corrispondenza attraverso internet, e di dialogo fra le persone vittime di queste tragedie.

Camillo Sanna

I GENITORI perdono i loro figli — spesso — riescono in un miracolo, Trasformano il loro dolore in un impegno verso gli altri…

E stato così per Marisa Fasanelli, infaticabile e straordinario angelo che I ‘8 giugno prossimo aprirà a Roma la «Casa di Peter Pan», casa-famiglia per bambini ammalati di cancro, dedicata a suo figlio…

E così per Resi Madia, madre di Oppo, ragazzo che verrà ricordato anche grazie alle camere sterili per l’ospedale Sant’Eugenio che i suo i genitori hanno donato… e che altri doneranno ad altri ospedali…

È così per Fulvio de padre di Luca, cui verrà dedicata a Bologna “La casa dei risvegli”, una casa-famiglia per giovani in coma…

A Camillo Sanna, che scrive oggi e chiede corrispondenza con altri genitori disperati copie lui, giro queste parole…
Mi scriva ancora.

Barbara Palombelli


Nostro figlio ci ha saputo guidare

Barbara Palombelli e Resi Madia, mamma di Oppo, rispondono ad un padre. Repubblica del 26 maggio 2000

VORREI rispondere personalmente al dottor Sanna (la cui lettera è stata pubblicata il 16 maggio scorso) raccontando la mia esperienza. L’esperienza di chi ha perso un figlio. Un dolore, il più terribile, che si è trasformato in una forza inaspettata. Una forza che ha restituito senso alle mie azioni quotidiane, ai sentimenti un po’ appannati, all’intera storia della mia esistenza.

È incredibile, cinque anni fa, per dirlo con le parole di Woody Allen, «eravamo felici ma non Io sapevamo». Poi, quel momento, quell’ ultimo fotogramma all’ospedale di Houston. Ricordo che, attaccati al monitor, che la sua respirazione comandava, Mario ed io imploravamo un miracolo, anzi il miracolo.

Ed ecco che nel momento, in quel tragico momento in cui Oppo si è trasformato in una stella, noi siamo stati invasi da una luce accecante.

Ci siamo guardati increduli, smarriti, umanamente addolorati ma non disperati: questo era il miracolo.

Ancora una volta Oppo ci ha preso per mano e ci ha spiegato che in realtà, il concentrare tutto, affetti, attenzioni, attese su un solo è riduttivo, il progetto su noi tre è molto più ambizioso.

Noi abbiamo raccolto questo messaggio ed ora siamo in cammino, consci che non possiamo deludere le aspettative che il Signore nutre su noi tre, essendo stati scelti per un progetto grande. È per questo che noi siamo convinti di essere dei privilegiati.

  1. Perché tutti amano Oppo, ma OPPO è nostro figlio e noi siamo i suoi genitori, ed ora nessun linfoma ce Io potrà strappare via.
  2. Perché abbiamo potuto vivere noi tre insieme questa fortissima esperienza d’unione.
  3. Perché in questo percorso abbiamo incontrato solo angeli

Certo, è stato un cammino di dolore, ma insieme di grande amore.

A volte penso di essere pazza ma tanto – mi dico – ce ne sono tanti in giro, almeno io sono una pazza a allegra e quindi…

L’importante, caro dott. Sanna, è essere in ascolto della volontà dei nostri ragazzi. Loro ci sanno guidare, perché da lassù tutto è più facile. Il vivere quel poco e quel tanto che ci separa da loro con impegno gioioso, questo è il nostro dovere di riconoscenza e amore.

Resi Madia

LA LETTERA di Camillo Sanna, padre disperato per la morte del figlio, ha avuto un’infinità di risposte… Pubblico oggi la testimonianza di Resi Madia, madre di Oppo, ragazzo adottato amarissimo, scomparso da qualche mese. In sua memoria, per aiutare gli ammalati che hanno bisogno ai esser curati in camere perfettamente sterili, è nata una associazione (gli amici e i sostenitori di questa iniziativa si ritroveranno domenica 28 a Ostia, presso Io stabilimento la Casetta di Castelporziano, a partire dalle 12)… Il signor Sanna voleva entrare contatto con altri genitori e so che moltissimi gli

hanno scritto. So che questo non basterà, che la posta elettronica non allevierà il dolore per una condanna così grande, ma la famiglia Sanna deve sapere che i lettori e le lettrici di questa pagina sono accanto a lui, che in tanti ci siamo commossi leggendo il suo appello.

Barbara Palombelli


16.000 KM di solidarietà

Non ho le parole per ringraziare l’Associazione Oppo per tutto il bene che voi fate per noi….
Suor Teodora delle suorine dell’Eau Vive venuta dalle isole Wallis e Futuma dall’altra parte del mondo!
In francese Territoire des îles Wallis et Futuna o Wallis-et-Futuna;
in uveano e futuniano: ‘Uvea mo Futuna’ è una collettività d’oltremare francese, composta principalmente da tre isole vulcaniche tropicali (Wallis, Futuna e Alofi) con scogliere areali che si trovano nella parte sud dell’oceano Pacifico, fra le isole Fiji e Samoa.